Workshop – Definisci Effimero

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Definisci Effimero.
L’attenzione architettonica di questa edizione del Kernel Festival va verso la possibilità di un architettura effimera che, oltre ad ammiccare a qualche leggerezza tecnologica, sappia ricavarsi  – rispetto ad una trasformazione urbana che si svolge su tempi necessariamente più lunghi -  il duplice ruolo di prefigurazione di un cambiamento futuro e di elemento in grado di innescarlo e renderlo possibile.
Ma sono le architetture effimere, così come sono state pensate finora – tra marginalità e pallets -, a dover lasciare il segno della ricerca durante questa crisi, o si può lavorare in una zona che sia sì fina, ma perché fatta di emozioni, mantenendo invece pesante il progetto?
Il seminario curato da Luca Diffuse propone possibilità effimere perché sentimentali ed evocative, di immaginare architetture concrete e non marginali. Qualcosa che ora tocchi il cuore solo a pensarla, ma che magari poi possa prendersi la sua forma ed il suo peso.
Sarà questa la sensibilità che guiderà prima una ricognizione dell’area scelta quest’anno dal Kernel Festival (bando),  per poi produrre degli scenari di architettura poetica, ma affatto timida.

Qualche parola di più sull’approccio (a cura di Luca Diffuse)
Kernel è uno dei pochi festival che mantiene una sezione dedicata alla ricerca in architettura. Grazie Kernel. Architettura che qui assume qualcosa della sensibilità delle discipline attorno cui il festival si è organizzato, prendendosi l’aggettivo temporanea. Il migliore contributo che un seminario di architettura può dare in questo ambito è quello di una attenzione inèdita a questo tipo di provvisorietà.
Perché ecco, ho l’impressione che la tensione verso una architettura effimera sia necessaria, ma totalmente fuori strada. Se come architetto ti spingono ai margini della vita produttiva e sociale certo una delle possibilità è iniziare ad estetizzare su questi margini. Se il tuo campo professionale si restringe è possibile anche iniziare a parlare con affetto di cose come spazi interstiziali, se non vedi un cantiere da un anno allora ci sta anche iniziare a giocare con i pallet. Anche perché sono tutte dinamiche che almeno giocano nel senso di una nuova aderenza alla realtà.
Che poi – vedi Kernel – l’architettura diventa effimera anche per una certa insicurezza rispetto a discipline (la ricerca musicale e grafica) che l’effimero se lo possono permettere e che hanno proseguito in questi anni ad un tasso di divertimento e di estetica complessiva decisamente più alto.
L’altro immaginario piuttosto presente al Kernel e che ha lavorato su questa insicurezza è quello tecnologico. Prima con la balla della sostenibilità e poi con la pretesa di rinnovare all’infinito alcune prestazioni che a tutt’oggi – vale la pena ricordare – ammontano bene o male a presa di corrente + connessione internet + dallo smartphone al laptop. Insomma attualmente chiunque può portarsi da casa la propria tecnologia preferita e allora io non sento urgente proporre architetture capaci di una qualche prestazione a meno che non stiamo parlando di una prestazione poetica. Perché questa riduzione progressiva dell’impegno, questa auto-emarginazione estetica altrimenti non lavora – in un tempo di crisi – alla possibilità che le cose cambino più avanti.
Allora, non è magari che l’aspetto effimero, che pure oggi pare necessario, deve riguardare più la tensione verso le possibilità emotive del progetto piuttosto che darne per scontata una riduzione di peso?

Quando: 18 ore in 3 giorni venerdì 29 giugno, ore 11-18 (compresa un’ora di pausa-pranzo) sabato 30 giugno, ore 11-18 (compresa un’ora di pausa-pranzo) domenica 1 Luglio, ore 11-18 (compresa un’ora di pausa-pranzo)

Il workshop è rivolto a: architetti, scrittori, grafici, designer e coloro i quali abbiano che fare con la costruzione dell’immagine nei modi vari in cui ciò è possibile (non occorre titolo di studio)

Dotazioni necessarie per la partecipazione:
- laptop+programma di fotoritocco (photoshop o similare)
- macchina fotografica digitale (non sono necessarie particolari caratteristiche)
- pennarelli neri di vari tagli e matite di varie durezze

Docente: Luca Diffuse
Disegna, scrive e realizza progetti di architettura, che hanno spesso a che fare con l’arte contemporanea e la moda.
Nel 2010 ha aperto a Roma la sua personale agenzia di architettura.
Gli piace lavorare a piccoli progetti, partendo magari dai comportamenti che lo colpiscono di più, come quando le persone sognano ad  occhi aperti. Scrive delle brevi storie su cose simili che gli capita di osservare e queste storie poi diventano progetti, attraverso cui introdurre in modo delicato nella vita quotidiana alcune sensibilità inèdite. L’uso delle illustrazioni e del disegno lo aiuta molto a trovare il carattere evocativo e sospeso che gli interessa. www.lucadiffuse.net

Costo:120 euro ISCRIVITI via PAYPAL
Le iscrizioni al workshop si chiudono il 27 giugno. L’attivazione del workshop è subordinata al raggiungimento del numero minimo di partecipanti necessario. Nel caso tale numero non venga raggiunto, gli iscritti verranno rimborsati tramite Paypal.

Info:+39 039 5964994 | workshop@kernelfestival.net

Photo by Giorgio Verdiani

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